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L’intreccio di personalità e attività coinvolte per la formazione e la sensibilizzazione ai temi dell’inclusione sociale attraverso l’Arte si concretizza, all’esterno della scuola, con la mostra cittadina.
Gli approcci educativi per l’apprendimento, che consentono agli studenti di confrontarsi sistematicamente e vedere in itinere i risultati delle conoscenze acquisite, trovano conferma nell’esposizione finale di quanto detto e fatto in classe. L’installazione artistica è quindi l’esito naturale del processo educativo innescato.

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Tale processo risulta funzionale ad una più efficace acquisizione di conoscenze e alla condivisione delle stesse per una maggiore integrazione nella classe con risultati positivi a beneficio anche delle diverse situazioni di Bes (studenti con Bisogni Educativi Speciali).

L’apertura al pubblico della mostra è una grande novità attesa dagli studenti, curiosi sia di testare il progetto in prima persona in un contesto extra-scolastico e sia di verificare le aspettative del pubblico rispetto al lavoro svolto in classe. Palazzo Sagges è il primo luogo di mostra per la sezione di Sensoltre Sei Tu a Bari. Un edificio storico, alle porte del borgo antico, oggi sede della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica per la Puglia e la Basilicata. L’antica casa palatiata del Seicento, nelle vicinanze della Cattedrale romanica, porta il nome della famiglia patrizia ultima proprietaria dell’immobile dal 1701 al 1927.
Un elegante portale, privo di epigrafi o effigi, apre l’ingresso a un arioso androne caratterizzato dal ricorrente elemento della scala in pietra.
Da questo cortile si accede allo spazio allestito per la nostra mini mostra.

cortile di Palazzo Sagges – Bari

Durante l’inaugurazione della mostra, alla presenza delle autorità, i primi visitatori sono proprio i giovani artisti della 2A della scuola media Eleonora Duse. Si nota l’entusiasmo e la soddisfazione di tutti i ragazzi. Colpisce il senso di solidarietà e condivisione nei commenti e negli abbracci post visita. Gli studenti non parlano di un quadro, ma del loro quadro. L’oggetto artistico diventa quindi un mezzo che unisce e migliora gli equilibri all’interno della classe.

Seguono due giorni di visite intense che vedono partecipare un pubblico vario: studenti e docenti delle altre classi, le diverse personalità dei patrocini coinvolti, cittadini attratti dal percorso sensoriale e turisti di passaggio.
Centinaia di persone hanno visitato questa prima edizione di Sensoltre Sei Tu e i commenti rilasciati sul posto come anche sui social networks adoperati di Sensoltre e di Informatici Senza Frontiere, dimostrano come le aspettative di buona riuscita della mostra siano state pienamente soddisfatte.

Dal borgo antico barese, caratterizzato dalla prevalenza dello stile romanico e da una mescolanza di culture che trova pacificamente espressione artistica nella Basilica di San Nicola, si passa al multietnico quartiere Navile di Bologna.

Biblioteca La Casa di Khaoula – Bologna

La scelta dello spazio riguarda una biblioteca di quartiere in occasione del decennale dalla nascita: Biblioteca La Casa di Khaoula.

Prima di raccontarvi questo spazio, premetto che la grande curiosità da parte di molte altre classi della scuola Salvo D’Acquisto, ha portato a suddividere le tre giornate di mostra in questo modo: una giornata dedicata esclusivamente alla scuola, per consentire ad altri studenti e docenti di conoscere il lavoro realizzato e due giornate di mostra aperta alla cittadinanza, presso la biblioteca.

Questo spazio, adiacente all’ippodromo bolognese e immerso in un ricco parco cittadino, deve molto la sua nascita ad una lettera speciale. Nel 1998, Khaoula, una dodicenne di origine marocchina, residente a Bologna nel Quartiere Navile, scrisse al giornale “L’Unità” per denunciare le difficili condizioni abitative in cui si trovava la sua famiglia, condizioni che le rendevano impossibile avere un posto in cui potere studiare o leggere serenamente. La lettera fu pubblicata e poi ripresa da altri organi di informazione, dando lo spunto al Comune di Bologna per la progettazione di una nuova biblioteca nell’area della Bolognina, una delle zone della città a più alta percentuale di residenti di origine straniera. Il progetto si concentrò sulla ristrutturazione degli spazi di una delle scuderie storiche dell’Ippodromo Arcoveggio e fu realizzato anche grazie al sostegno della società Hippo Group e al della Fondazione Carisbo, regalando alla città una nuova biblioteca, intitolata proprio a quella ragazzina del 1998 e dedicata in particolare all’infanzia, alle culture e alle esigenze delle comunità immigrate.

Oggi, a 10 anni di distanza, Khaoula, che ora vive e lavora nel Regno Unito, ritorna nella sua Bologna per festeggiare questo felice anniversario insieme ai piccoli e grandi lettori della biblioteca e a molti dei protagonisti di questa esperienza.

Il collegamento motivazionale tra la mission di Informatici Senza Frontiere e questo luogo sembra perfetto perché condivide l’impegno con attività dedicate all’inclusione sociale.

La nostra prima visitatrice è stata proprio Khaoula, appena arrivata da Londra. Lei stessa si emoziona ripercorrendo con le dita sul quadro le strade di quella che un tempo era la sua città. Le visite sono triplicate, rispetto alla prima tappa, grazie anche al richiamo di entusiasmo che ogni visitatore diffonde tra amici, parenti e conoscenti, dopo aver provato personalmente l’esperienza sensoriale. Durante l’ultima mattina di visite è bello vedere tornare i ragazzi della classe partecipante al progetto, con i loro parenti, per seguirli personalmente durante la scoperta tattile.

L’unione tra formazione attiva e pratica culturale, attraverso la mostra espositiva, rende unico questo progetto e più agevole la diffusione del delicato e più che mai attuale tema dell’inclusione sociale. Una testimonianza di tale valenza sociale non può che essere piacevolmente condivisa.

Un teatro e una feluca per la metropoli medievale

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In ogni città coinvolta nel progetto Sensoltre Sei Tu accanto alle attività formative e laboratoriali, dedicate al tema dell’inclusione, si realizza una vera e propria installazione.

Le fasi artistiche, che precedono la mostra finale, sono le seguenti:

  • creazione di un quadro tattile (realizzazione di componenti in legno da assemblare per la base di lavoro; creazione e inserimento di parti simbolo della città di diverso materiale e consistenza)
  • produzione di una traccia audio (ideazione di una musica e di un testo, successivamente registrati e mixati con software dedicato)
  • inserimento della traccia nel database informatico e nella applicazione di Sensoltre

Si comprende come, in questo caso specifico, con il termine artistico intendiamo un complesso di attività che coinvolgono più persone nei rispettivi settori formativi: quello artistico, nel senso artigianale del termine, quello creativo ispirato dalla conoscenza del territorio dal punto di vista dello studente di 12 anni, quello della scrittura creativa e musicale, indispensabile a collegare il tatto all’udito. Infine è l’espediente tecnologico a mettere insieme i singoli pezzi, affinché si possa parlare di vera e propria installazione artistica.

L’idea del viaggio e della scoperta, sono sempre presenti nelle installazioni realizzate, perché favoriscono la curiosità e lo sviluppo della conoscenza attraverso l’esplorazione tattile, a prescindere dall’età.

Il lavoro artistico ideato per Bologna racconta una città tra passato e presente, in un viaggio nei secoli. La città di Bologna è chiamata la dotta, perché qui nacque la prima università del mondo occidentale, la rossa, per il colore dei mattoni con cui sono costruiti i palazzi del centro storico Ma Bologna è anche la turrita, per le numerose torri che nel medioevo rendevano il suo panorama tanto inconsueto quanto spettacolare.

Panorama immaginario della Bologna turrita dell’XI secolo (Toni Pecoraro, 2012)

Dal Medioevo si passa, attraverso i portici e le verdi aree, al Rinascimento e al periodo Classico che vede il suo splendore in un edificio simbolo della città quale il Teatro Comunale, così chiamato in quanto, primo teatro d’opera ad essere ricostruito nel’700, dopo un terribile incendio, con fondi pubblici. Luogo di prime internazionali come il Lohengrin di Wagner e alcune opere di Rossini e Bellini.

L’intreccio musicale del nuovo brano di Francesca Ferri, Una metropoli medievale, espone il viaggio itinerante senza tralasciare la goliardia, il tradizionale spirito che anima le comunità di studenti, soprattutto in ambito universitario, nel gusto per la trasgressione, la ricerca dell’ironia, il piacere della compagnia e dell’avventura.

Simbolo dell’animo goliardico è la feluca, unico cappello della tradizione Universitaria Italiana consacrata a fine ‘800 da Carducci proprio a Bologna per la prima festa delle Matricolari. Cappello che simboleggia proprio il percorso di studi, utilizzato pubblicamente come essenziale componente dell’abbigliamento goliardico.

Il visitatore ha il privilegio di viaggiare nel tempo attraverso la storia, l’arte, la musica e la letteratura. Per questo viaggio occorrono: una cuffia, una benda e uno smartphone con la app attiva e tanta voglia di lasciarsi guidare dal tatto, dall’udito e dalla personale attitudine all’immaginazione.

Pronti per questa nuova avventura?

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Nei mesi di marzo e aprile Sensoltre Sei Tu fa tappa a Bologna. Percorriamo quindi la costa adriatica carichi di energia e con il bagaglio necessario alle attività di laboratorio. La primavera è alle porte, ma il tempo sembra allontanarla ancora per un pò, con una pioggia incessante. Anche in condizioni di mal tempo, la prima cosa che apprezzi nel capoluogo emiliano son proprio i portici. Non esiste altra città al mondo con lo stesso numero di portici. Una volta, con un amico bolognese, ho camminato per qualche km passando da un portico all’altro. Si rimane a bocca aperta per la bellezza architettonica e la ricchezza di dettaglio che ogni lungo corridoio preserva, di quei palazzi che si erigono al di sopra dello stesso. Ci si sente avvolti in un abbraccio lungo 40 km sotto queste meraviglie, oggi patrimonio dell’Unesco. Come non ricordare lo stupore di Stendhal nei suoi Voyages en Italie? 

Raggiungiamo la scuola media secondaria Salvo D’Acquisto nel quartiere Navile con Virgilio e incontriamo Franco, Simona e Maurizio, altri soci ISF dell’Emilia-Romagna. Un grande parco circonda la struttura scolastica con alcuni ponticelli e un lungo passaggio in legno ci porta all’ingresso.

Mi colpiscono le riproduzioni ai muri delle figure coloratissime, lineari e rapide di Keith Haring, un pò ovunque nella scuola. Sembra esserci un collegamento tra queste immagini e i principali fruitori della scuola: vivacità, senso di appartenenza, schiettezza, ingegno e profondità di sentimento, visibile quest’ultima soltanto al più attento osservatore.

 

Accompagnati dalla docente Carla, andiamo nella 2C. L’aula è molto grande e luminosa e i ragazzi sono disposti in gruppi di 5-6 banchi a cerchio. Studi pedagogici dimostrano che questa disposizione di banchi è più funzionale a catturare l’attenzione degli studenti e a favorire l’integrazione. La classe è molto varia in termini di comportamento tra studenti silenziosi e seriosi con altri molto vivaci che ci pongono tante domande di fila. -Ma voi informatici, siete anche hacker?- oppure -Su Play store posso scaricare l’app di Strillone?- E così, mentre Franco racconta le attività principali di ISF, Giovanni mostra i pezzi del quadro che realizzeranno, io racconto loro di Sensoltre e iniziamo a creare le prime medaglie 3d con la stampante.

Il giorno seguente abbiamo svolto i test sensoriali tattili e di ascolto in collaborazione con Fortuna, una socia dell’Istituto Cavazza di Bologna. Gli studenti, come anche a Bari, si rivelano molto curiosi e, al contempo, rispettosi dell’ospite. Ciononostante, nascono domande molto dirette e scomode sulla disabilità. Non so mai quale reazione possano suscitare tali domande nel diretto interessato.-Come fai a vivere senza colori?- Soltanto per citarne una. Durante la pausa caffè mi scuso con Fortuna per le domande imbarazzanti. Lei, però, mi sorprende dicendomi -Stai tranquilla. Sono ragazzi. Mi piace la loro curiosità e spontaneità. Sono domande naturali.- Capisco la semplicità dei ragazzi rileggendo i loro temi, che spesso menzionano la gioia di aver conosciuto una ragazza tanto gentile e felice come Fortuna. Qualcuno di loro dice – E’ la prima volta che parlo con una persona cieca. Lo ricorderò per tutta la vita.- 

Con questo stesso senso di autentica fanciullezza, ci prepariamo alla mostra dedicata alla città di Bologna.